La ragazza a cui do ripetizioni d’italiano si chiama Marie. Durante la settimana abita a Marsiglia per frequentare una scuola di lingue. Il suo sogno è andare a vivere in Italia, sposare Eros Ramazzotti e avere un mucchio di bambini. Diciamo cosi, un’entusiasta della vita. Qualche giorno fa mi ha invitata a trascorrere una giornata a casa dei suoi, a Romans, cittadina medievale del sud-est francese, e io, senza battere ciglio, ho accettato. Prima di tutto decidiamo di far tappa a quello che i suoi abitanti considerano il vero orgoglio della città: il museo della scarpa. Così, vagando per le grandi sale del palazzo, scopro che fino al 1800, nella fabbricazione delle calzature, non si faceva alcuna distinzione tra destra e sinistra e che i fachiri indiani portano scarpe chiodate. Ma quello che più mi affascina sono i modelli nobiliari: i mocassini damascati in stile Luigi XV e gli stivali a imbuto. E che dire dei tacchi ornati di pelle rossa tanto in voga alla corte del Re Sole? E io lì, coi piedi infilati negli infradito di gomma… Quando si dice sentirsi fuori luogo.
(da Marsiglia – pubblicato su “A” per “Diari di Ventenni” – 25 Giugno 2009)