Lasciare una città dove si è vissuti a lungo non è mai facile. Nemmeno per una vagabonda come me. L’idea di separarmi da luoghi e persone con cui ho condiviso lacrime e risate per sei mesi non può che rendermi triste. Certo, ci saranno le mail… Ma poi penso che non mi aiuteranno a sentir meno la mancanza di persone come Amina, la mia dirimpettaia, con la sua squisita cucina algerina. Mi mancherà infilare il dito nel caffè avanzato di Laura per capire da quanto tempo è uscita di casa. Mi mancheranno persino le lotte con Valentina per entrare in bagno ogni mattina. Sentirò nostalgia dei venditori di pesce del Vecchio Porto, con cui mi fermavo a fare due chiacchiere. E degli odori e sapori di Noailles, il quartiere arabo. Soprattutto mi mancherà la ruvida dolcezza con cui questa città mi ha stretta a sé. Perché Marsiglia è così: generosa e irrequieta. Impossibile non innamorarsene.
(da Marsiglia – pubblicato su “A” per “Diari di Ventenni” – 20 Agosto 2009)