La mia vicina si chiama Alice.
Alice guarda i gatti. I gatti si chiamano Rambo e Marie Curie. Ogni tanto anch’io le guardo i gatti.
Tutti i pomeriggi Alice si esercita a suonare la tromba. Ogni tanto suona pure il pianoforte e talvolta mi è sembrato di sentirle suonare l’arpa. Alice studia musica all’Accademia di Santa Cecilia: vuole diventare concertista. Viene dal Canton Ticino, lei. Ogni tanto io e Alice ci raccontiamo delle storie e quando mettiamo a confronto i nostri drammi sentimentali vinco sempre io.
Di tanto in tanto, io, Alice e Ania, la mia coinquilina, la domenica si va a spulciare tra le bancarelle di Porta Portese. Ania è sempre la più fortunata, nonostante lei sostenga che sono sempre io quella che trova le cose migliori.
Poi c’è la cantante lirica.
La cantante lirica si esercita tutte le domeniche e i festivi. Da mattina a sera, non fa altro che allenare quella sua gran voce. Non è la Callas, ma se la cava. Come dice Ania, noi non abbiamo bisogno di spendere soldi per l’Opera: a noi basta starcene sedute comodamente sul divano, in un condominio di Trastevere, e goderci l’intero repertorio.
Fortune della vita.

